Black Friday e qualcuno ci rimette sempre...

Black Friday, il giorno dei maxi sconti, quest'anno sarà il 23 novembre. Negozi, centri commerciali e online shop arriveranno a ribassare i prodotti in vendita anche fino all'80%. 

E la Black Friday mania ha conquistato anche l'Italia: lo scorso anno durante la settimana del Black Friday sono stati ordinati online 2 milioni di prodotti sulla piattaforma Amazon.it, il sito Trovaprezzi.it ha registrato un aumento di ricerche del +20% rispetto al 2016 e le tre categorie più convenienti del 2017 sono state giochi per consolle, smartwatch e scarpe da corsa.

Parlare di Black Friday in Italia fa sorridere, esso è la prova del miserabile provincialismo dei giornalisti e media italiani che ne fanno propaganda. 

Il Black Friday si impone come nuovo culto obbligato, come nuova festa da celebrare con ossequio e rispetto, in nome del consumo e di quei mercati che ormai ci governano e ci impongono il loro volere, chiedendoci talvolta sacrifici umani, se pensiamo ad esempio ai piccoli imprenditori.

Il nostro invito è quello di sospendere per un attimo il  consumare compulsivo e frenetico, fermarsi a pensare e capire  che il Black Friday è un'offesa alla nostra intelligenza e alla nostra umanità, alla nostra identità. Fermarsi e chiedersi, chi ci rimette durante il Black Friday?

Scoprirete così una piccola rivolta dei pochi commercianti storici rimasti. Dei pochi bei negozi che producono artigianato,  abbigliamento e accessori, a conduzione familiare o poco più, che danno identità al piccolo imprenditore.

Scoprirete i lavoratori super sfruttati in India, in Indonesia, Bangladesh, Cina... o nelle altre aree del pianeta che il capitale ha scelto per la produzione di massa senza diritti né compensi. Ebbene, pensate prima di agire.

Noi di Madreterra Caffè protestiamo contro il BlackFriday e lanciamo la stessa alternativa di sempre, ossia  semplicemente "non comprare nulla per un’intera giornata", oppure privilegiare i piccoli produttori locali. Si può impiegare il tempo in maniera più costruttiva come ad esempio fare una passeggiata, rimanere a casa con gli amici, visitare gratuitamente uno dei tanti luoghi che la nostra Italia ci offre. 24 ore di disintossicazione dallo shopping, lontano soprattutto dalle multinazionali che di certo non fanno bene né al portafoglio né all’ambiente.

 

L'invito è a comprare meno e meglio, acquistare ciò che è veramente utile e ciò che è stato prodotto nel rispetto dell'ambiente e delle piccole realtà.